Tumori: l'uso dei trattamenti non convenzionali accanto a quelli tradizionali

Il 75% circa dei malati di cancro in Italia ricorre a terapie complementari alla medicina convenzionale per poter controllare e alleviare gli effetti indesiderati dei trattamenti antitumorali. Ad evidenziarlo è uno studio internazionale pubblicato su "Annals of oncology", condotto dall'Università di Manchester ed illustrato in occasione del convegno "Trattamenti non convenzionali per i malati di cancro - Gli strumenti per un'informazione corretta" svoltosi questa mattina a Roma presso l'Istituto Superiore di Sanità.

In Europa si sottopone a trattamenti complementari alla medicina convenzionale il 36% dei pazienti oncologici. Primi tra tutti gli italiani, seguiti dai cechi e dagli svizzeri. Tra tutte le 58 terapie prese in esame, le più diffuse sono le erbe, insieme a quelle omeopatiche, ai trattamenti a base di vitamine e minerali e ai tè medicinali, seguite da terapie spirituali e tecniche di rilassamento.

In genere, chi fa uso di una qualche Complementary and Alternative Medicine (CAM) è una donna giovane, con un buon livello di educazione, indotta a seguire un trattamento complementare da un amico o da un qualche familiare o spinta dall'informazione mediatica. Questo il profilo di chi usa la CAM secondo la rivista inglese "Annali of oncology" descritto, per la prima volta in Europa, nel corso di una ricerca tra le più ampie mai realizzate in questo settore, che ha coinvolto 14 Paesi.

La ricerca ha rilevato che l'uso di questi trattamenti varia da un minimo del 14,8% in Grecia ad un massimo del 73,1% in Italia, con una media del 35,9%. Il loro utilizzo cresce di almeno il 30% dal momento della diagnosi di cancro rispetto al periodo precedente al diagnosi, per poi stabilizzarsi su un incremento dell'8%.

Il tasso più elevato d'uso dei trattamenti complementari è stato riscontrato nei tumori al pancreas, fegato, midollo spinale e cervello (tutte neoplasie caratterizzate da una scarsa prognosi, da un rapido declino fisico e che spesso presentano metastasi), seguiti dal cancro al seno, allo stomaco, ai genitali. Il tasso più basso è stato invece registrato nei pazienti affetti da tumore al polmone, alla testa e al collo.

Al primo posto tra i trattamenti utilizzati, vi sono le erbe (usate in 13 dei 14 Paesi che hanno preso parte all'indagine e al primo posto ben in 9 Paesi), tè verde, essiac (un cocktail di radice di bardana, olmo, abetella e rabarbaro indiano), erbe cinesi, tavolette di salvia, Echinacea, vitamina E e C, camomilla, selenio, timo seco, bevande a base di soia, tè all'ortica, gingseng, ginko biloba, latte di cardi, erba evangelica e così via. Molte di queste erbe, poi, sono specifiche di ciascun Paese a seconda della tradizione e dell'informazione etnofarmacologica, come pure della disponibilità (mistletoe in Svizzera, foglie di olivo in Grecia, quelle di ortica in Turchia, aloe vera in Serbia e Spagna).

Israele, Danimarca, Italia, Spagna, Grecia e Islanda hanno mostrato di ricorrere molto alla pratica di terapie spirituali che interpretano cioè la preghiera alla stregua di una "cura".

Oltre i due terzi di chi fa uso di trattamenti complementari è spinto dal desiderio di poter sconfiggere il cancro, anche se i benefici riscontrati sono, da questo punto di vista, molto scarsi rispetto alle aspettative. Non così per quel che concerne il benessere psico-fisico. Il vero ruolo, dunque, che i trattamenti complementari alla medicina tradizionale possono giocare non è quello di curare, bensì quello di migliorare la qualità della vita del paziente e di ottenere così una migliore gestione dei sintomi, soprattutto nei malati terminali. L'agopuntura, ad esempio, riesce veramente a limitare la nausea e il vomito associati alla chemioterapia, come pure l'auto ipnosi, i massaggi e, di nuovo l'agopuntura, nel dar sollievo dal dolore.

"L'uso crescente, nel nostro Paese e nei Paesi occidentali in generale, di trattamenti complementari a quelli antitumorali proposti dalla medicina convenzionale - ha affermato Stefano Vella, Direttore del Dipartimento del Farmaco dell'ISS - rende sempre più palese la necessità di fornire informazioni chiare, adeguate e ben documentate da un punto di vista scientifico. Anche perché, troppo spesso, l'utilizzo di questi trattamenti avviene senza che si dica nulla al proprio medico curante, mentre è importante conoscere le possibili conseguenze dell'interferenza tra farmaci che possono essere anche molto negative".

Per questo motivo l'Istituto Superiore di Sanità e l'Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici (AIMaC) nel corso del Convengo di Roma hanno presentato il libretto "Tumori: i trattamenti non convenzionali. Dubbi e risposte possibili", realizzato nell'ambito della campagna di comunicazione per l'informazione e la prevenzione in oncologia "Con il malato contro il tumore" (www.controiltumore.it; info@controiltumore.it; numero verde: 800.903789), promossa dal Ministero della Salute, in collaborazione con le Associazioni di volontariato oncologico.

Entrambe le iniziative, il libretto e il convegno, rientrano tra le attività di un progetto congiunto tra l'ISS e l'AIMaC che ha come scopo la realizzazione di strumenti innovativi per l'informazione sulle sperimentazioni cliniche e la medicina complementare ai malati di cancro. Un progetto, oltretutto, che si inquadra nella collaborazione tra il National Institute of Health (NIH) e l'ISS, prevista dal Memorandum d'Intesa tra il Ministero della Salute e dei Servizi Sociali americano e il Ministero della Salute italiano.

"Questo progetto - ha sottolineato Vella - punta proprio ad elaborare e diffondere presso i pazienti oncologici e i loro congiunti, tramite strumenti innovativi e di facile divulgazione (cd-rom, linee guida, opuscoli), informazioni sugli studi clinici e sui trattamenti complementari secondo quanto stabilito dal Parlamento Europeo, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Federazione dell'Ordine dei Medici, sulla condizione di chi sopravvive al cancro con tutti i problemi ad essa connessi".

"L'informazione ai malati di cancro - ha dichiarato Francesco De Lorenzo, Presidente di AIMaC - è parte integrante del percorso assistenziale ed è per questo che AIMaC fornisce da anni ai malati ed ai loro familiari strumenti informativi, attraverso un sistema multimediale, sui diversi tipi di neoplasie, sulle cure e sugli effetti collaterali, utilizzando un linguaggio semplice ma validato dai ricercatori e clinici degli IRCCS (www.aimac.it).

In considerazione dell'elevato ricorso ai trattamenti non convenzionali da parte dei malati di cancro e di una contestuale grave lacuna informativa, AIMaC ha voluto dare ai malati ed alle loro famiglie, anche in questo settore, risposte adeguate e rigorosamente scientifiche, coinvolgendo i più autorevoli istituti di ricerca pubblici, quali l'ISS, il National Cancer Institute (NCI) e il National Cancer Institute for Complementary and Alternative Medicines del NIH (NCCAM). Per la realizzazione del libretto è stata determinante l'esperienza del NCCAM che conduce da anni una rigorosa attività di ricerca sulle terapie non convenzionali per i malati di cancro, tanto che nell'anno in corso ha investito oltre 140 milioni di dollari per la ricerca su questi trattamenti".

Il libretto, diviso in otto capitoli, traccia un vasto panorama delle innumerevoli tipologie d'intervento dei trattamenti non convenzionali, suddivisi in tre gruppi: i trattamenti di supporto basati su un approccio psicologico, le manipolazioni (agopuntura, massaggi, aromaterapia, osteopatia, chiropratica), i metodi biologici (basati su rimedi di derivazione vegetale, animale e minerale). Il libretto, inoltre, suggerisce al paziente le domande giuste, "per capire e farsi capire", da porre al proprio medico e al professionista presso cui si intende effettuare uno specifico trattamento non convenzionale. L'ultimo capitolo, infine, è dedicato alle fonti di informazione (siti Internet, libri, riviste), con consigli e suggerimenti su dove documentarsi e su cosa è fondamentale sapere quando si visita un sito o quando si effettua una ricerca per capire quando l'informazione è sicura e affidabile.