La Regione Piemonte ha inserito l'omeopatia nel Piano Sanitario Regionale
La medicina non convenzionale dall'omeopatia all'agopuntura alla fitoterapia entra ufficialmente nel nuovo piano socio sanitario piemontese. A volere che nel testo fosse introdotto esplicitamente un paragrafo su questo argomento è stata proprio la Presidente Mercedes Bresso, dopo aver partecipato il 13 dicembre ad un importante convegno che si è tenuto a Torino all'Ospedale S.Anna.
Così a pagina 70-71 (cap. 4 "Integrazione socio sanitaria e cure primarie" - § 4.2 "I percorsi assistenziali dei cittadini") si legge, in merito alla relazione medico/paziente:
"L’oggetto della loro relazione non è più la malattia in sè ma è la soggettività del paziente stesso rispetto alla condizione di malattia, che vive la sua autonomia nella scelta dei percorsi di cura più corrispondenti alla propria individualità.
Le decisioni del percorso assistenziale non sono uniformemente applicabili ma sono il risultato del rispetto della soggettività, dell’autonomia conseguente alla consapevolezza della condizione di malattia che vive l’individuo.
Anche la strutturazione del Servizio Sanitario deve quindi superare le fasi della medicina basata sull’autorità, ed in qualche modo anche di quella basata sulle prove di efficacia (EBM), per intraprendere la strada per perseguire la medicina delle relazioni, basata sulla continua negoziazione degli obiettivi di salute tra operatori e fruitori, all’interno di un sistema in cui la limitatezza delle risorse disponibili impone la costante valutazione del rapporto costo/beneficio, per consentire la costruzione di percorsi funzionali a perseguire obiettivi di salute rispettando la soggettività e l’autonomia delle persone.
In questo contesto di relazioni tra cittadino e sistema dei servizi deve essere esaltata la differenza di genere, che va contestualizzata, in particolare, nei momenti di analisi del bisogno, di valutazione dei fattori di rischio, di individuazione dei percorsi assistenziali e di prevenzione e delle scelte operative.
Una particolare attenzione merita il problema delle medicine “non convenzionali”, termine con cui nell’accezione comune si individuano pratiche complementari al modello prevalente della medicina scientifica (tradizionale).
L’ormai ampia diffusione di queste terapie segnala e documenta l’esistenza di metodi alternativi di soluzione a problemi di sanità che andranno esplorati con rigore scientifico.
Saranno analizzate (in particolare) le principali pratiche che si definiscono alternative: agopuntura, fitoterapia e omeopatia.
Il primo passo verso un inquadramento definitivo di queste passa attraverso la realizzazione di un sistema di monitoraggio sistematico affidato all’Aress, con l’obiettivo di valutare i modelli organizzativi e regolamentari presenti nelle altre regioni italiane e nel contesto europeo.
Dopo questa fase di osservazione, studio e sperimentazione si procederà a formalizzazioni regolamentari ed organizzative, capaci di governare le dinamiche dei processi afferenti alle medicine non convenzionali".