Le medicine non convenzionali, l'omeopatia, una realtà in crescita
di Alberto A. Magnetti

"E' strano che in contrasto con le straordinarie capacità operative della medicina moderna, sia emersa non di rado una sensazione di fallimento. Le scoperte delle scienze naturali e della medicina hanno portato ad una competenza senza precedenti. Ma è come se per la massa delle persone ammalate sia divenuto, per ognuna di esse, più difficile trovare il medico giusto. Verrebbe da pensare che, proprio mentre la scienza veniva continuamente migliorando le proprie capacità, i buoni medici si siano fatti rari"
Karl Jaspers, Il medico nell'età della tecnica


Il presupposto teorico su cui sono state formate migliaia di medici è indubbiamente il paradigma biologico, biochimico, riduzionista o meccanico che dir si voglia, della scienza medica: la medicina si occupa della malattia, intesa come deviazione della norma di variabili biologiche.


E' pero parte dell'esperienza di ogni medico la consapevolezza che il modello di medicina tradizionale insegnato, appreso e praticato, non sia sufficiente ad affrontare nella pratica professionale la complessità dei problemi che si presentano in un ambulatorio.
Il modello teorico di riferimento, il modello disease centred (cioè mirato alla malattia) è al centro di un coro crescente di critiche e accuse provenienti sia dal mondo scientifico sia da quello "profano".
I suoi punti di maggior debolezza sono la disumanizzazione, frutto del dualismo cartesiano e dell'approccio ontologico alla malattia, la parcellizzazione del corpo e del sapere medico con la iperspecializzazione dei clinici e infine la ipermedicalizzazione (overmedicalization - Conrad '92), cioè la lettura in chiave medico-biologica dei fenomeni anche quando essi non sono medici. La medicina convenzionale che si rifà al modello riduzionista identifica la malattia con
i sintomi della malattia stessa (disease centred ). Di conseguenza, somministra all'organismo dei farmaci, detti sintomatici, che cercano di eliminare i sintomi dall'organismo. Ma i sintomi stessi rappresentano il tentativo da parte dell'organismo di reagire alla malattia, quindi l'eliminazione dei sintomi non elimina la malattia in quanto tale: spesso non si ottiene una reale guarigione.

La valutazione globale del paziente

Il modello patient centred (cioè mirato alla valutazione globale del paziente) della medicina olistica (holos = tutto: termine coniato nel 1926 da Jan Christiaan Smuts uno dei fondatori dell'Onu), afferma invece che la dimensione biologica non esaurisce il senso di una malattia.
Afferma cioè che la malattia si manifesta nella vita dei malati e, per quanto banale, trattabile, risolvibile sia la patologia stessa, essi rispondono ognuno a proprio modo, esprimendo quindi la propria individualità.
Ogni uomo, quindi, risponde in modo diverso e individuale agli stimoli o aggressioni esterne che subisce sia dal punto di vista virale o batterico, sia psichico.
La caratteristica che accomuna tendenzialmente le MnC (Medicine non Convenzionali) èproprio quella di riconoscere in modo globale sia l'aspetto fisico sia l'aspetto psichico del malato e curarlo rispettendone la globalità.

Interesse crescente
Negli ultimi 15 anni si è assistito ad un costante aumento di interesse da parte della popolazione per le MnC con una diffusa soddisfazione per i risultati ottenuti, per una riscoperta del valore di un buon rapporto medico-paziente e non ultimo per la pressochŽ totale assenza di effetti collaterali o allergici delle terapie stesse.

Nell'indagine Istat del 1999 risulta infatti che circa nove milioni di italiani usufruiscano delle medicine non convenzionali e tra queste l'omeopatia sia leader con l'8,2 per cento rispetto al 4,8 per cento della fitoterapia e al 2,9 per cento dell'agopuntura.
L'italiano che si rivolge alle cure alternative ha 40 anni circa, è laureato e tendenzialmente abita al Nord.
Uno studio pubblicato alla fine del 99 ha dimostrato che l'85 per cento dei pazienti che utilizzano le medicine non convenzionali ottiene risultati positivi: quindi l'effettività di queste medicine è altissima.
Gli oppositori hanno sempre sostenuto che la colpa della diffusione delle MnC è dei mass media: quanto di più falso: infatti solo il 4,6 per cento degli intervistati ne fa uso sulla base delle informazioni dei media. Al contrario, il 38 per cento degli intervistati è stato consigliato da medici e il 10 per cento da personale sanitario.
Quindi è evidente il crescente interesse anche della classe medica per le MnC: recenti sondaggi hanno evidenziato come in Europa il 40 per cento dei medici generici abbiano seguito corsi di MnC e che il 50 per cento richieda ulteriore istruzione.
Del resto In Olanda il 47 per cento dei medici generalisti utilizzano le MnC, soprattutto l'omeopatia (40 per cento), in Francia il 36 per cento e in Gran Bretagna il 37 per cento dei medici generalisti pratica l'omeopatia. Il 75 per cento dei medici generalisti britannici vogliono che la MnC sia introdotta nel Servizio Sanitario Nazionale.

Un pò di storia
L'inquadramento della medicina omeopatica nell'ambito delle medicine non convenzionali merita un discorso particolare, in quanto nasce all'interno della cultura occidentale europea per mente di un uomo pragmatico e ispirato da una scientificità aperta di tipo galileiano e sganciata da qualsiasi tipo di opzione metafisica.
La ricerca di una metodologia medica valida che riportasse risultati terapeutici ripetibili e fosse esente da effetti iatrogeni fu ciò che portò Samuel Hahnemann, medico e chimico tedesco, alla formulazione dell'omeopatia, la "medicina dell'esperienza", come la chiamo nel 1796. L'omeopatia è nata come una medicina fondata sulla ricerca.
Da 200 anni a oggi la medicina omeopatica si è sviluppata in modo autonomo, con pubblicazioni, riviste, congressi propri, sperimentazioni sull'uomo sano e ricerche cliniche, quasi totalmente sconosciuti al mondo accademico ufficiale della medicina convenzionale. Pertanto tutte le conoscenze, le procedure e i risultati di questi studi sono rimaste patrimonio della comunità medica omeopatica e solo in minima parte hanno fatto ingresso nel mondo delle riviste scientifiche ufficiali.
Da una ventina di anni si è osservato un costante aumento di lavori di ricerca scientifica in omeopatia, e attualmente sulla banca dati PubMed della National Library of Medicine sono presenti circa 2000 lavori riferiti a trial clinici o a ricerche sperimentali, temi generali sulla scientificitào sulla applicabilità della terapia omeopatica.
La profonda differenza di approccio della medicina omeopatica rispetto alla medicina convenzionale si basa sulla individualità. Riconosce cioè le caratteristiche individuali di reazione del paziente, le cosiddette modalità e su queste e non sui sintomi comuni della patologia imposta la sua scelta terapeutica.
Tende cioŠ a restituirgli una salute più duratura riequilibrando i sistemi biologici di omeostasi, rinforzando le sue difese, rendendolo soprattutto non pi- dipendente dal farmaco come invece spesso succede nell'altro modello, agisce cioè come una vera medicina preventiva.
Infatti l'omeopatia è un modello di medicina che ha come obiettivo la stimolazione delle capacità di reazione dell'organismo alle malattie, sia fisiche che psicologiche.
Questo risultato è raggiunto somministrando all'organismo dosi estremamente diluite di sostanze detti rimedi omeopatici. Essi hanno questo effetto sull'organismo in quanto hanno prodotto, nelle sperimentazioni (i cosiddetti proving) sintomi simili alla malattia che si intende curare.
Da qui infatti il nome, derivato dal greco omoios = simile / pathos = sofferenza. E' stato ormai inconfutabilmente dimostrato a livello clinico (meta-analisi di J.Kleijnen 1991 British Medical Journal, di J.P.Boissel 1996 e di K. Linde 1997 The Lancet) che la somministrazione di dosi di rimedi che contengono informazioni simili alla malattia da curare, siano in grado di stimolare la reazione dell'organismo alla malattia in atto, e quindi portare alla guarigione.
L'applicazione del metodo clinico omeopatico (disease centred) garantisce vantaggi non soltanto oggettivi, come l'aumento della compliance, o la riduzione del fenomeno del doctor shopping, ma anche soggettivi come il miglioramento della soddisfazione per la visita sia da parte del paziente che del medico.

A ciascuno la sua cura
L'impiego di rimedi omeopatici non costituisce pero di per sè‚ una terapia omeopatica. E' fondamentale infatti che la prescrizione sia effettuata in modo omeopatico, cioè nel rispetto della similitudine tra il quadro sintomatologico del paziente e quello che il rimedio ha provocato nella sperimentazione (proving).
Per comprendere il profilo della malattia, infatti, non basta che il terapeuta si limiti ad ascoltare la semplice descrizione dei disturbi. Deve badare ai caratteri fisici e psicologici, all'altezza, al peso, alla costituzione, deve interrogare il paziente in merito a predilezioni, idiosincrasie, interessi, carattere, sogni, reazioni agli stimoli ambientali, fobie e molto altro.
Nella medicina accademica a diagnosi definite appartengono determinati farmaci.
Nell'omeopatia cio si verifica di rado. Due uomini che presentano la medesima diagnosi nosologica si vedranno quasi certamente prescrivere rimedi diversi dal medico omeopatico.
Probabilmente pero due soggetti che hanno la stessa costituzione riceveranno lo stesso farmaco, anche se dal referto medico risultano affetti da malattie diverse.
La prescrizione va pertanto effettuata da un medico omeopatico esperto, che abbia conseguito un diploma di corso triennale che rispetti i parametri indicati dall' E.C.H. (European Committee for Homoeopathy).
In Italia, le due Società Scientifiche riconosciute dalla FNOMCeO, (Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi) che da anni svolgono attività di formazione post-universitaria secondo i parametri dell'E.C.H. sono la F.I.A.M.O. (Federazione Italiana delle Associazioni e Medici Omeopatici) (www.fiamo.it) e la S.I.M.O. (Società Italiana di Medicina Omeopatica) (www.omeomed.net).

Quando curarsi con l'omeopatia
Abbiamo detto che l'omeopatia stimola il meccanismo di autoregolazione, di omeostasi, e quindi in linea di massima tutte le malattie possono trarre giovamento dalla cura omeopatica. Le possibilità terapeutiche dipendono dal grado di ripresa dell'organismo.
Le limitazioni sono indicazioni chirurgiche specifiche, malattie da avitaminosi o carenze specifiche e malattie molto gravi in cui si sono sviluppati grossi cambiamenti anatomici, come un tumore. Tuttavia, negli stadi incurabili di una malattia, la cura omeopatica può dare ampio sollievo a un paziente.
L'esperienza dei medici omeopatici dimostra che generalmente molte malattie, dall'asma, all'artrite, alla polmonite, all'emicrania, alle malattie del fegato, alla depressione, alle allergie, alle patologie autoimmuni, alle patologie dermatologiche ecc. possono essere curate con successo con rimedi omeopatici.
L'omeopatia offre possibilità di scelta terapeutica laddove le cure convenzionali hanno fallito o sono rimaste statiche, laddove non esistono per un altro problema, laddove sono controindicate o non tollerate.
Inoltre, l'omeopatia puo essere spesso usata come prima possibilità di scelta in determinati casi, mantenendo come seconda possibilità la cura più costosa e potenzialmente tossica.
L'omeopatia agisce rapidamente ed efficacemente sulle malattie acute, ma dove esprime la sua notevole potenzialità è nelle malattie croniche, dove invece l'approccio riduzionista dimostra i suoi limiti obbligando il paziente a una assunzione continua e talvolta a vita di un farmaco favorendo peraltro effetti collaterali sempre più frequenti.
Nell'arco di mezzo secolo si è verificato un cambiamento straordinario delle malattie. Cinquant'anni fa si aveva a che fare prevalentemente con malattie acute, oggi si deve fare i conti soprattutto con quelle croniche (la proporzione è del 95 per cento circa).

Un interesse crescente
Tutto ciò ha fatto sì che in questi ultimi dieci anni si sia osservato un costante ed esponenziale aumento dell'interesse per l'omeopatia.
La maggior parte approda all'omeopatia quando altri trattamenti falliscono, molti perchè‚ preoccupati dagli effetti indesiderati della altre cure o perchè‚ intolleranti ai farmaci convenzionali.

Sondaggi d'opinione rilevati tra il 85 e il 92 danno un quadro delle altre realtà europee con un 56 per cento di cittadini belgi che si curano omeopaticamente al 32 per cento dei francesi, al 31 per cento degli olandesi, al 28 per cento degli abitanti della Danimarca.
In Europa globalmente sono 50mila i medici prescrittori di rimedi omeopatici e 50 milioni i pazienti che usufruiscono della medicina omeopatica. L'aspetto economico inoltre è di capitale importanza nella sostenibilità dell'omeopatia. Il costo all'origine del rimedio omeopatico è molto contenuto sebbene in Italia i farmaci costino per esempio più del doppio rispetto alla Francia. Nonostante ciò, nei casi di malattia cronica il costo terapia supera raramente gli 8 euro circa al mese. I vantaggi non si limitano alla spesa del farmaco ma a tutte le conseguenze degli effetti della terapia stessa.
Il fatto che l'omeopatia sia in grado di curare le malattie croniche puo portare a risparmi sostanziali: infatti può essere sostanzialmente ridotta:
• la dipendenza dalla continua assistenza medica;
•l'evoluzione progressiva della malattia;
• l'incidenza di nuovi episodi di malattia.

Nel contesto di queste possibilità, le implicazioni del rapporto costo-beneficio, va da sè‚ possano comprendere:
• I costi sociali e medici delle malattie croniche e dell'invalidità e la continua dipendenza da interventi medici convenzionali o da assistenza sociale e medica;
• I costi sociali e medici delle malattie acute a breve termine e della relativa invalidità;
• I costi della guarigione e della riabilitazione;
•I costi della perdita di produttività e dell'assenza dal lavoro per malattia;
•I costi di indennitàdi malattia e di assistenza;
• Il grado di diffusione e incidenza della malattia nella popolazione.

I vantaggi, pertanto, di un investimento nell'omeopatia da parte del nostro sistema sanitario, potrebbero essere enormi.

In Gran Bretagna e Francia le cura omeopatica (consulto e terapie prescritte) vengono totalmente rimborsate dal sistema di previdenza sociale, in Germania e Olanda soltanto in parte, in Italia nove milioni di cittadini che si curano con le MnC attendono da anni una legge che riconosca loro, finalmente, la libertà terapeutica.